Affetta da Sindrome ansioso depressiva reintegrata sul lavoro

Una sentenza della Corte di Cassazione, che stabilisce un precedente importante per chi soffre di Sindrome Ansioso- Depressiva

Giustifica l’assenza da casa nelle ore di reperibilità, chi soffre di tale “stato patologico” non è obbligato alla reperibilità.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro con la sentenza nr. 21621  del 21 ottobre 2010 ha stabilito che la sindrome ansioso depressiva rappresenta uno stato patologico importante e particolare tale da giustificare il fatto che il lavoratore malato non si trovi a casa nelle ore di reperibilità, per tale motivo, il datore di lavoro non può utilizzare questa motivazione (la mancata presenza nelle ore di riperibilità) per il licenziamento.

La sentenza stabilisce che una ditta di Taranto non poteva licenziatare la sua dipendente in malattia per sindrome ansioso-depressiva perché non trovata a casa per il primo controllo del medico fiscale.

Tale giudizio era già stato formulato dalla Corte di appello di Lecce con sentenza del 1 giugno 2007, la quale riteneva che…

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fonte: psicologiadellavoro.org

 

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4 commenti su “Affetta da Sindrome ansioso depressiva reintegrata sul lavoro

  1. rocco ha detto:

    Soffro da anni, a differenza della signora di Taranto, di Psicosi depressiva e disturbo della personalità … vorrei sapere la differenza con la patologia e quella della signora di taranto , … tale quadro psicopatologico mi comporta una riduzione della funzionalità personale, lavorativa, e sociale. E? una malattia invalidante? potrei essere collocato a riposo per inabilità al lavoro?( da anni lavoro in una segreteria scolastica vi confesso lo stress che mi assale è devastante e potrei danneggiare qualcuno e a sua volta danneggiarmi. attedo una risposta sono disperato, grazie

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Gentile Rocco,
      non mi è molto chiaro il suo quadro clinico, o meglio la sua storia personale e il decorso del disagio. Questo è un aspetto molto importante da non sottovalutare, perché una conoscenza approfondita del suo caso, potrà portarla ad una risoluzione in merito. Quando è comparsa la psicosi, e da quale figura medica le è stata diagnosticata? Qual è il suo disturbo di personalità? Prende dei farmaci? Ha mai intrapreso un percorso di psicoterapia?
      Per quanto riguarda l’aspetto legale credo che ci siano tutti i presupposti, se si tratta di una psicosi (bipolare? Quindi con atti maniacali?) per riuscire a rientrare nelle malattie di carattere invalidante. In ogni caso la invito a scrivere nel mio
      Forum “Note dolenti!”
      , e a descrivere meglio la sua storia clinica nei particolari che le ho richiesto. Sono presenti anche dei Legali esperti sulla Giurisprudenza del Lavoro, quindi potrà avere ulteriori chiarimenti. Scriva pure nella sezione “Psicosi e altri disturbi psichici”. La ringrazio e la saluto.

    2. Avv. Sirio Solidoro ha detto:

      Ciao Rocco,
      ogni tipo di attività lavorativa (compresa quindi anche quella che tu svolgi in segreteria) deve essere compatibile con le condizioni di vita della persona umana. Ne deriva, che se tu soffri di psicosi-depressiva con disturbo della personalità, è possibile valutare l’opportunità (attraverso un medico legale) di sottoporre l’attenzione del problema al tuo datore di lavoro. Ciò può essere però fatto nel caso in cui la sindrome abbia un collegamento diretto con la relazione di lavoro (c.d. malattia professionale). Sul punto occorre dire che l’Inail ha elaborato delle tabelle in cui compaiono le malattie riconosciute. Ora, a prescindere dal fatto se la sindrome psicosi-depressiva con disturbo della personalità rientri oppure no nell’interminabile elencazione delle malattie, la giurisprudenza riconosce anche le c.d. malattie professionali per tutte quelle patologie che pur non rientrando esplicitamente nelle tabelle Inail possono introdursi “per relationem”. In altri termini, le patologie inserite nelle tabelle vengono interpretate in maniera talmente estensiva al punto da poter includere anche altre malattie che le tabelle stesse apparentemente non contemplano. Diverso, invece, il caso in cui la sindrome sia comparsa per ragioni non legate al tuo lavoro. Tuttavia, anche in questa ultima ipotesi, sarà possibile ottenere delle tutele, idonee a salvaguardare al contempo te, e la tua occupazione. Terza ed ultima ipotesi riguarda poi il mobbing. Si tratta cioè di capire se in segreteria tu hai subito del mobbing da parte di colleghi e superiori, a cui poter così ricondurre la sindrome psicosi-depressiva con disturbo della personalità. In attesa di un tuo cortese riscontro, rimanendo a disposizione per ogni chiarimento, ti porgo cordiali saluti.

    3. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      L’Avv.Solidoro insieme ad altri Avvocati professionisti, é presente nel Forum, alla sezione Sportello Legale, gli Avvocati del Forum.
      In questa sezione è possibile richiedere gratuitamente consulenze in merito alle tematiche trattate nel Forum. In particolare: Reintegrazione posto di lavoro e Termine contratto, Mobbing; Stalking, Salute e Sicurezza; Indennità di accompagnamento ed invalidità; Trasferimenti; Diritti sindacali; Legge 104/1992; Malattie professionali; Separazione e divorzi; Pratiche Inps-Inail.

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