psicologo Salerno

Terapia di coppia

terapia-di-coppia

Quando è utile la terapia di coppia?

In generale la terapia per la coppia è utile in momenti di particolari difficoltà relazionali tra i partners. Questo si può verificare a seguito di eventi scatenanti (come possono essere diverbi frequenti per l’intrusione di persone esterne al rapporto, problematiche derivanti dal lavoro riversate all’interno della relazione, traumi subiti che sfociano in dissapori continui, disinnamoramento a causa dell’impossibilità di avere figli, ecc…). Tutto ciò genera conflittualità o apatia nel rapporto e un possibile conseguente allontanamento fra i due.



Gli obiettivi della terapia di coppia

Nella terapia di coppia, uno degli obiettivi principali nella conduzione della seduta è la creazione e il mantenimento di una relazione di fiducia fra il cliente e il terapeuta. In terapia il termine che mette tutti d’accordo è quello di “fiducia“.

E’ utile sapere che uno psicoterapeuta preparato e competente, può in molti casi riuscire ad intervenire sulle modalità di veduta del singolo soggetto in relazione all’altro. Ciò significa che durante il percorso si verificheranno dei cambiamenti inattesi nel valutare e gestire la relazione interpersonale con il coniuge o chi per esso.

Verrà fatto capire loro dove risiede la causa effettiva del problema, per indurli alla riflessione e al cambiamento.

I soggetti della coppia potranno, così, rendersi consapevoli dei propri difetti o errori, per potersi relazionare in maniera migliore. Tutto questo può avvenire solamennte se vi è da parte di entrambi un’intenzione piena ed intensa nel coinvolgersi ed esporsi fino alla fine del percorso terapeutico, credendoci realmente!

 

Come si svolge la terapia di coppia?

Innanzitutto, come sottolineato prima, da parte della coppia è necessario, anche se non sufficiente, un minimo di motivazione, cioè di desiderio di cambiare, di uscire dalla sofferenza.

Tale motivazione deve essere indagata sin dall’inizio, dal momento che in assenza di essa è difficile che si crei un contesto terapeutico.

Nella seduta di valutazione per il terapeuta è di primaria importanza l’analisi dell’invio, e della motivazione personale del cliente.

I requisiti del terapeuta, affinchè si sviluppi un contesto terapeutico:

1) È richiesta innanzitutto la capacità di mettersi in una posizione di ascolto del cliente.

2) L’atteggiamento di ascolto è attivo ed empatico, ossia mettersi ‘nei panni’ del cliente, trasmettendogli la propria partecipazione emotiva.

3) Un importante requisito del terapeuta è la curiosità nei riguardi del cliente, della sua storia e dell’evoluzione del processo terapeutico.

4) La capacità di rendersi felici o il meno infelici possibile, è un’altra importante risorsa del terapeuta, che facilita e rende più attraente il suo lavoro e l’accettazione del cliente, il quale ne può essere positivamente influenzato.

5) Il terapeuta sistemico si interessa al dialogo interno del cliente e al suo dialogo esterno; egli è quindi attento al senso che le idee, le parole e le emozioni del cliente hanno in rapporto a se stesso, ai suoi sistemi di appartenenza e al sistema terapeutico.

6) È caratteristica del modello sistemico che il terapeuta mantenga una visione circolare degli eventi, insieme a quella lineare propria del senso comune. Il principio di circolarità nella conduzione della seduta si basa sull’osservazione delle retroazioni, cioè sui messaggi verbali e non verbali del cliente.

7) È opportuno che il terapeuta abbia consapevolezza del problema del potere nella relazione terapeutica e nelle relazioni del cliente con i suoi sistemi di riferimento, e di quello dei ruoli sessuali.

8) Un punto da non dimenticare è che il terapeuta sia consapevole che la lettura proposta all’interno del contesto terapeutico non è oggettiva ma è filtrata dalle sue premesse, esperienze e teorie. La consapevolezza gli permette di mantenere una certa distanza e autonomia verso di esse, così da poter esprimere la propria creatività.

Inoltre,viene dato maggiore spazio all’ascolto, specie nelle prime  fasi della seduta e i temi che emergono nel qui ed ora. All’ inizio della seduta ci si pone in una posizione di ascolto che permette l’emergere delle sue riflessioni, emozioni e fantasie relative all’ultima seduta, alla relazione terapeutica, nonché alla sua vita presente.

Con il proseguire della seduta il terapeuta diventa più attivo ed esplora assieme al cliente uno o più temi emergenti di particolare importanza. Frequentemente, verso la fine, viene introdotto il futuro, attraverso domande e metafore.

Tariffe applicate dalla Dr.ssa Mirella Mazzaccaro, per la terapia di coppia.

La Dr.ssa Mirella Mazzaccaro è specializzata nella terapia di coppia, svolge terapia di coppia a Salerno.

22 commenti su “Terapia di coppia

  1. Giorgio ha detto:

    Salve dottoressa, ho letto con interesse questa pagina e mi chiedevo fino a che punto può essere utile la terapia per una coppia ormai alle strette. si tratta di me e di mia moglie, siamo in crisi per vari motivi e vorrei sapere se con la terapia è possibile recuperare un rapporto anche se da parte di uno, in questo caso mia moglie, non ne voglia più sapere. grazie

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Caro Giorgio,
      la terapia di coppia è volta a potenziare le qualità che aiutano a mantenere unite due persone. La sua domanda, ovvero se si può svolgere una psicoterapia di coppia se solo uno dei due partners lo vuole, è molto interessante in quanto mette in luce un aspetto della terapia di coppia importante. La mia risposta è
      no, in questo caso bisogna rinunciare e pensare eventualmente a una psicoterapia individuale. Il lavoro di coppia si può fare solo se entrambi i partners sono motivati a svolgere una riflessione su se stessi e sulla propria relazione. A volte può servire svolgere qualche incontro iniziale di coppia e verificare se il soggetto inizialmente meno motivato, ha modificato il proprio orientamento.

  2. Anna ha detto:

    Buonasera dottoressa, vivo una situazione sentimentale piuttosto travagliata. Sono sposata, però mi frequento con un altro uomo che lavora nel mio stesso posto di lavoro. Vorrei conoscere meglio cosa mi sta capitando, se posso rimediare il rapporto con mio marito di cui sono ancora innamorata e altrettanto lui di me con una terapia di coppia, e se può essere utile nel mio caso. Cioè mio marito è disposto ad assecondarmi in qualsiasi cosa purchè io sia felice, ma io vorrei ottentere dalla psicoterapia di coppia con lui, non che venga a sapere dell’altro, ma che io gli voglio bene realmente e che lui si fidi di me. Non so se sono stata abbastanza chiara. Secondo lei può essere utile per rinforzare il nostro legame una terapia di coppia tra me e lui o ci sono delle contorindicazioni, nel senso che io possa inconsciamente far venire fuori durante una seduta la storia che ho con l’altro? Grazie

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Gentile Anna,
      la finalità di una psicoterapia di coppia è quella di conoscere a fondo la persona che ci sta accanto incuriosendosi l’uno dell’altro. E’ Molto importante anche la comunicazione che avviene tra i due, e la modalità con cui si comunica. Ognuno dovrebbe avere la chiave di lettura adatta per interpretare al meglio ciò che l’altro vuole comunicarci. Nel suo caso, sono convinta che la terapia di coppia potrebbe sostenerla, però penso che omettendo al terapeuta e a se stessa una relazione extraconiugale si partirebbe con il piede sbagliato, perchè in terapia è importante portare il proprio mondo e ciò che si è, senza filtri.
      Poi mi pongo una domanda: se suo marito non sa niente della sua relazione e non sospetta niente, perchè lui dovrebbe intraprendere una psicoterapia di coppia? Io le dò un consiglio: se realmente ritiene che il suo matrimonio debba continuare parli a suo marito di questa storia extraconiugale, e se anche lui crede che realmente valga la pena di sanare questa ferita all’interno del vostro rapporto di coppia, andate in terapia. Un percorso di psicoterapia può anche accompagnare la coppia nella scelta di una separazione serena.
      Cordialmente

  3. Filomena ha detto:

    Buongiorno dottoressa, abito a Napoli, e da un paio d’anni le cose con mio marito vanno male, non perchè io non lo amo anzi….solo che ho scoperto da poco che mi tradisce e mi ha tradito da molto tempo con una sua ex di vecchia data. Sono una ragazza giovane ho 25 anni e lui ne ha 28, e abbiamo un figlio di 9 mesi, che è la mia vita! Mi scusi se le scrivo questi particolari, ma vorrei sapere se secondo lei è possibile sapere se realmente mio marito quella canaglia mi ama, ma io non ci credo più, oppure si è invaghito di quell’altra. Cioè facendo un incontro con uno psicologo insieme si riesce a capire e quindi cercare di porre rimedio cercando di avvicinarlo di nuovo a me oppure no? Sarebbe efficace una terapioa in coppia secondo lei? Lo chiedo soprattutto perchè ho paura che lui mi lasci da un momento all’altro e se ne vada con quella. E soprattutto per mio figlio che potrebbe non avere più un papà. Sono molto triste depressa e confusa la prego mi dia una sua opinione. Grazie! Saluti
    Filomena M.

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Gentile Filomena, lo scopo della terapia di coppia non è solo quello di avvicinare le persone ma di far avere alla coppia delle diverse e più ampie vedute riguardo la loro relazione… Un terapeuta così come può aiutare la coppia ad intraprendere un nuovo cammino insieme, può anche far capire ad ognuno se vuole realmente restare insieme all’altro. Lo psicoterapeuta quindi, può anche far intraprendere una separazione amichevole e tranquilla in modo da far soffrire il meno possibile i partner e gli eventuali figli.
      Nel suo caso specifico, non conosco realmente la vostra storia personale e di coppia, ma quello che le posso dire è di contattare quanto prima uno psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale familiare.
      Il viaggio più avvincente è il viaggio dentro noi stessi e solo attraverso la psicoterapia possiamo capire se farlo da soli o insieme all’altro.

  4. francesco ha detto:

    Salve dottoressa,e da piu di un anno a questa parte che ho.problemi con la mia ragazza.Sto bene un paio di mesi poi ho voglia di altro.Puntualmente in ogni mio periodo di crisi e riflessione nn riesco mai a prendere una decisione definitiva,tutto questo mi porta a stare male a nn vivere piu sereno e nn farla vivere piu tranquilla.Non ho il coraggio e nn mi sento sicuro della scelta da prendere che sia negativa o positiva.Volevo cortesemente un consiglio visto che nn riesco piu a sostenere questa situazione.Da precisare che se la vedessi con un altro ci rimarrei malissimo.Resto in attesa e la ringrazio anticipatamente.

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Caro Francesco, le decisioni le prendiamo per gli altri o per noi stessi? I suoi dubbi riguardano anche la sua partner oppure ella è sicura della vostra relazione?
      Ci sono persone che a volte si legano a delle relazioni “sbagliate” per loro stessi pur di non rimanere soli. Il concetto di appartenenza all’interno di una coppia è un concetto importante che si percepisce dal profondo, quindi nessuno potrà dirle se è meglio lasciarla o meno; bisogna cogliere tutti quei segnali che vengono dal profondo e ci fanno capire qual è la direzione giusta. Più che una terapia di coppia le consiglierei una psicoterapia individuale per darsi delle opportunità e per avere nuovi spunti di riflessione.

  5. Franco ha detto:

    Salve dottoressa, sono franco ho 25anni e sono fidanzato da 3 anni.
    Lei ha la mia stessa eta noi ci amiamo molto xo ce un problema nella nostra intimita e quasi un anno che da parte sua nn ce piu la passione dei primi anni e sempre stata un po cosi rispetto a me ke sono molto passionale.
    Xo e da un annetto veramente si possono contare i nostri rapporti, lei e cm spenta xo sl quando si tratta di avere un rapporto, i primi 2 anni invece no si faceva travolgere dalla passione.
    Parto dalla base ke lei e fedele cm lo sono io! Cosa mi puo consigliare?

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Caro Franco, una cosa fondamentale da parte sua credo possa essere di percepire i bisogni della sua ragazza e agire di conseguenza. Imparate a rilassarvi nell’intimità perchè è importante anche una certa tranquillità emotiva per far si che vada tutto a buon fine. Se con il passare del tempo le cose non migliorano, potete sempre pensare di richiedere un aiuto da un professionista per intraprendere una terapia di coppia; andando a scavare nella parte più intima di entrambi si potranno risolvere le vostre problematiche.

  6. laura ha detto:

    Gentile Dott.ssa,
    sono sposata da un paio di anni e il problema con mio marito è che, da solo o su suggerimento di sua mamma (non ho ben capito), da i soldi a un suo cugino in difficoltà, lo ha già fatto in passato e ora gli vuole dare i soldi che abbiamo messo da parte per fare una vacanza. Va tutti i giorni a pranzo e a cena da sua mamma e mi lascia a casa sola tutto il giorno; è un periodo che piango e lui, quando mi vede così, mi dice che è perchè sto troppo in casa, è vero io esco verso le 18 per fare una passeggiata ma che posso fare in un paese in cui non conosco nessuno e sono sola? è da un mese e mezzo che sono uno straccio, non capisco che stiamo a fare insieme, giusto per vedere la tv la sera,. dato che il sabato e la domenica gli dedica al giardino nostro e di sua mamma e alla caccia. Uno psicicoterapeuta di coppia o quache altra figura ci può aiutare?

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Da quello che sto leggendo l’atmosfera che si respira nella sua vita di coppia non è proprio quello che lei avrebbe voluto quando si è sposata…In una coppia non c’è la semplice unione di due individui, ma l’incontro tra due storie.
      Non sono evidenziati, dal suo racconto, momenti di vero scambio, apertura e partecipazione, insomma insieme non mi sembra che facciate molto.
      Le suggerirei di provare a cambiare punto di vista su suo marito e sulla vostra idea di coppia, cercando di creare un clima familiare improntato sulla condivisione e sulla creatività, va da sè che questo lo potrà fare con l’aiuto di uno psicoterapeuta, tramite un percorso di psicoterapia individuale e di coppia. Provi a rimettersi in gioco e a riprovarci.

  7. Giovanna ha detto:

    Buongiorno Dott.ssa, il mio matrimonio è in crisi profonda. Mio marito mi ha confessato di avermi tradita per lungo tempo, ora ha chiuso questa relazione, ma si sente confuso. Non vuole rinunciare a me, la sua famiglia i suoi figli, ma non sente più quello che sentiva all’inizio per me e quindi crede di non amarmi più, soprattutto alla luce di quanto ha fatto in questi anni. Vorrebbe fare un percorso di coppia ma non so se dargli questa opportunità, non vorrei essere ferita ancora…. dopo che Lui ha dichiarato che crede di non amarmi più… è possibile ritrovare l’amore?
    Grazie

    1. Dr.ssa Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Buongiorno sig.ra Giovanna, nella sua situazione in cui si evince un deterioramento nella relazione di coppia spesso si fa richiesta di una consulenza e di una terapia. La decisione da parte di entrambi di provare a ricucire questo rapporto coincide con la presa di contatto dei vostri sentimenti anche in merito al tradimento che lei ha subito. In una terapia di coppia si ridefinisce sia la relazione come genitori che la relazione coniugale, potendo implicare anche il cambiamento delle vostre relazioni sociali: con la famiglia d’origine del coniuge, con gli amici in comune, ecc… Intraprendendo un percorso di psicoterapia di coppia, potrete ritrovare una vostra progettualità, puntando sulle effettive volontà di entrambi. In questo momento lei è una persona ferita e delusa, e ha bisogno di un sostegno con cui ristrutturare una sua identità e riacquisire la fiducia in sé.

  8. Paola ha detto:

    Buongiorno dottoressa. Ho 30 anni, due figli eccezionali e un marito altrettanto fantastico. Io ho avuto un infanzia difficile, ho conosciuto mio marito e prima che nascesse nostra figlia di 6 anni era favoloso far l amore. Anche solo con un suo bacio io avevo subito voglia di lui. Ora abbiamo un altro figlio che ha 2 anni, abbiamo comprato la casa, io non lavoro. E fino a poco tempo fa mi sentivo anche grassa e brutta. Lui ha un carattere chiuso soprattutto quando è mancato suo padre. Io invece al contrario nonostante avendo genitori (separati) che cmq non ci sono mai stati ho bisogno di lui. Non mi fa mancare nulla anzi non so come fa ancora a star con me che ho cambi d umore spesso e volentieri. Ma per vari motivi miei non riesco a ess felice dentro e i pensieri stanno veramente mettendo a rischio il mio matrimonio e la mia famiglia. Nonostante tutto noi stiamo benissimo. Ma lui dice che non ha bisogno di terapia ma.solo io e non so cosa fare. Io voglio anche avere la mia intimità con lui xke lo amo da morire ma mi blocco e se non uso vari gel non riesco piu. Ormai da mesi. Cosa posso fare? Grazie mille

    1. Dr. Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Gentile Paola
      la terapia di coppia sarebbe ideale perchè essendo un processo in cambiamento nel suo caso sosterrebbe lei e suo marito e la vostra relazione. La psicoterapia di coppia è un incontro tra persone in cui ognuno porta il suo mondo interiore, essa dà l’opportunità di vedere la propria famiglia sotto una luce più complessa, ma per raggiungere degli obiettivi ci dev’essere la disponibilità da parte dei partecipanti di lasciarsi coinvolgere sempre di più innescando così un’esperienza di crescita nella famiglia stessa.

  9. Simona ha detto:

    Buonasera Dottoressa,

    Ho una relazione di 19 anni col mio compagno, che é stata interrotta per sua volontà un anno e mezzo fa, perché diceva di non amarmi piú. Siamo stati separati dieci mesi, nei quali mi ha cercata spesso (specialmente quando sono andata a vivere da sola), e a fine estate dello scorso anno, siamo tornati insieme. Pochi mesi fa, percependo un suo allontanamento, ho chiesto cosa non andasse, e lui ha ricominciato con la storia che non mi ama piú, che ha sbagliato a tornare sui suoi passi, che per lui qualcosa si é rotto e difficilmente tornerà. Siamo entrambi in terapia individuale, lui da poco, io da diverso tempo ormai, però gli ho proposto quella di coppia perché vorrei con lui un confronto diretto di fronte ad una persona super partes. Che ne pensa? Lui verrebbe, ma caratterialmente é molto razionale e non molto aperto a queste cose…grazie

    1. Dr. Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Gentile Simona
      prima di una terapia di coppia i due partners non vedono i problemi esistenti, sebbene a volte sia necessario un grande sforzo per evitare di vederli. A volte entrambe i componenti della coppia sono così dipendenti l’uno dall’altro e così impauriti per ogni possibilità di rottura della propria relazione da non poter ammettere la reale profondità dei propri problemi. I due partners accumulano così tante cose dentro: bisogno di affetto, desiderio di libertà, profondo desiderio sessuale, senso di solitudine…. Queste tensioni sono così esasperate che spesso non si può esserne consapevoli. Ecco che la psicoterapia di coppia, tenta proprio di “svelare” lo scompiglio che c’è tra voi.

  10. Marta ha detto:

    Ho un problema molto serio.io e il mio partner ci amiamo molto ma io per stupidita e superficialita l ho tradito in un occasione.si tratta di un episodio sporadico e non ho piu visto ne sentito la persona.pero per onesta ho deciso di confessare e il mio partner all inizio seppure arrabbiato mi disse che mi avrebbe perdonata.a distanza di mesi pero ha un comportamento cattivo e temo abbia rielaborato dopo il fatto.a me dispiace davvero tanto perche siamo insieme da 15 anni e gli ho sempre dimostrato molto ma quella sera,a causa anche di qualche bicchiere di troppo,ho fatto questa cavolata.sono distrutta perche non era mai successo e non sono una persona cattiva.forse non avrei dovuto dire nulla ma secondo me la sincerita è fondamentale.ho spiegato poi dell altro non mi importa nulla e ho dimostrato con i fatti che tengo a lui.sono passati sei mesi.mi aiuti..

  11. angela ha detto:

    Salve dottoressa i miei genitori sono arrivati al limite come coppia e ora che mio padre cerca di recuperare il rapporto ormai logoro mia madre non vuole più saperne di lui. Ora mio padre vorrebbe fare terapia di coppia ma la verità è che non so se mia madre vuole ancora tentare questa strada. Cosa mi consiglia di fare?

  12. Anna ha detto:

    Buongiorno dottoressa,
    Io e mio marito, a causa della sua perita del lavoro, ci siamo allontanati ormai da circa 10 anni… l intimità è nulla e ormai non facciamo più sesso da un po… io credo di non amarlo più ma di provare solo affetto anche perché siamo sposati da 30… ma vorrei comunque provare la terapia di coppia e lui è d accordo con me.. secondo lei può essere utile? Grazie

  13. Alberto ha detto:

    Buongiorno dottoressa, sono un marito in difficoltà perché, da qualche tempo, è mia moglie che è entrata in una profonda crisi interiore e di riflesso io ora sono il suo parafulmine. Stiamo insieme da 15 anni, abbiamo 3 figli, il più piccolo ha 6 anni e circa un paio di mesi fa mia moglie ha deciso di affrontare il problema. Una sera mi ha confessato di non essere più felice, di sentirsi apatica e indifferente a tutto e mi ha detto di avere bisogno di cercare sé stessa, perché soltanto se lei tornerà serena e felice allora potrà ridare serenità e felicità alla famiglia. Tra alti (pochi) e bassi (molti) ora viviamo come se fossimo due estranei, ognuno chiuso nel proprio mondo, difficilmente tocchiamo la questione (anche se quando ,lo facciamo per qualche giorno stiamo un po’ meglio entrambi). Caratterialmente siamo molto diversi: lei è chiusa ed introversa, si chiude a riccio, alza il muro, come lo chiamo io, e sta sulla difensiva. Io invece sono più emotivo, a volte insistente nel chiederle come sta o come va (poi ho capito che la infastidisce e allora mi sono ritratto). Alla base della nostra profonda crisi ci sono due aspetti: lei un anno e mezzo fa ha iniziato a lavorare, io ho continuato a comportarmi come se nulla fosse cambiato, ho dato per scontato il rapporto, l’ho trascurata, spesso ero irritato da qualunque cosa lei facesse o dicesse e mi comportavo di conseguenza. Poi ha iniziato a perdere peso e a stare male, io ero impegnato in una questione lavorativa complessa che mi ha preso almeno un paio di mesi e non mi sono curato di lei. L’ho fatto soltanto quando era troppo tardi, lei stessa ora dice che il vaso è rotto, ha paura, è confusa. Le ho chiesto se voleva che per un po’ me ne andassi. Prima mi ha detto di no, poi non lo sa nemmeno lei. Alla base di tutto ci sono questioni anche famigliari: sostiene che io sia egocentrico, che sia stato troppi innamorato di me stesso per pensare anche a lei, di essere stata messa in un angolo, spesso svilita e non amata come desiderava.
    Ora vengo al dunque. Stiamo provando ad intraprendere una terapia di coppia, iniziata come terapia individuale per me (anche per questioni recondite e legami con mio padre, ormai morto 9 anni fa, che mi continuo a portare dietro). Abbiamo fatto un primo colloquio, ma il timore di mia moglie e anche il mio, è che sia un po’ come la classica ultima carta da giocare per salvare il rapporto. Sappiamo che la separazione è un rischio, ma è una questione che nessuno dei due ha il coraggio di affrontare direttamente. Vorremmo salvare il nostro matrimonio, ci sono tre bambini che ne soffrirebbero da morire ma abbiamo un mare di paure che ci blocca e paralizza.
    Grazie per la sua eventuale risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *