Come le parolacce in tv rendono aggressivi gli adolescenti

La televisione può essere considerata, ancora oggi, il mezzo di comunicazione più importante, e i maggiori fruitori sono sicuramente bambini e ragazzi, i quali trascorrono moltissimo tempo in compagnia di programmi a loro dedicati.

Il problema nasce quando si ascoltano su alcuni programmi, anche in orari di fascia non protetta, discorsi poco edificanti in cui abbonda l’uso di parolacce. E sono talmente tanti che a volte noi adulti non ci facciamo più neanche caso.

Ma tutto questo può avere un effetto nocivo sullo strutturarsi della persona quando chi riceve questi messaggi di “invito alla volgarità” (sappiamo quanto i ragazzi emulino il fare degli adulti) sono adolescenti, o peggio ancora bambini.

La conseguenza è che i ragazzi tendono a sviluppare maggiore aggressività nel rapporto con gli altri e a identificarsi con quel tipo di modello volgare.

L’effetto che questi turpiloqui hanno su di essi, è ancora modesto, ma il nesso che esiste tra aggressività e turpiloquio sembra esserci realmente.


Da uno studio alla  Brigham Young University (Usa), pubblicato su Pediatrics, su un campione di 223 studenti delle scuole medie statunitensi, risulta emergere che l’esposizione a programmi televisivi, contenenti varie forme di trivialità, stimola una forma di aggressività relazionale e anche fisica.

Il fatto che la parolaccia venga accettata nel dialogo comune, è lo spunto iniziale a tutto ciò.

Conviene su questo anche un esperto sui mezzi di comunicazione Brad Bushman, il quale conferma che “i bambini che usano parolacce hanno maggiori probabilità di aggredire gli altri”.

Ne traiamo che questo è un messaggio importante per pediatri, educatori e soprattutto noi genitori.

Il nostro compito è fondamentale. Sappiamo che il loro comportamento e la loro personalità dipendono molto anche dagli insegnamenti che riusciamo a trasmettere, e se vogliamo evitare di avere ulteriore violenza nella società, una fetta di responsabilità ce la dobbiamo prendere anche noi adulti.

Controlliamo quindi con accuratezza i messaggi a cui vengono esposti i nostri figli; cerchiamo di visionare maggiormente la qualità delle trasmissioni ad essi rivolte; sacrifichiamo a volte i programmi che ci piacciono di più, pur di difendere la loro incolumità.

Chissà che  rinunciando a qualche “programma spazzatura” riusciamo a far del bene anche a noi stessi!

 

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