psicologo Salerno

Attacco di panico

 Attacco di Panico e Disturbo da Attacchi di Panico (DAP)

Cos’è un attacco di panico e come si manifesta?

L’attacco di panico è una forma di disturbo psichico che può colpire in maniera inaspettata e senza che vi siano condizioni di particolare stress. Può essere confuso con altri tipi di problemi fisici, quindi è utile saperlo riconoscere. Solitamente compare senza dare preavviso e inaspettatamente, portando una forte paura e angoscia. Chi ne è vittima, vive una sensazione terribile e devastante, e convive costantemente con l’ansia di avere nuovi imminenti attacchi di panico.




Se l’episodio rimane in forma isolata non comporta conseguenze dal punto di vista clinico, se invece si ripete col tempo e con una certa frequenza si parla di Sindrome da Panico o Disturbo di Panico.

Il soggetto cerca quindi di evitare situazioni di cui non possa avere il controllo o di cui non veda possibili vie di fuga (agorafobia), in tal caso si definisce Disturbo di Panico con Agorafobia. Evita ad esempio di prendere l’autobus, la macchina, di rimanere con le porte chiuse in ufficio, ecc… In questo modo la persona diventa succube del suo malessere e costringe i familiari e chi lo circonda, ad assecondarlo necessariamente. A volte ciò ha delle ripercussioni di tipo depressivo, per il continuo bisogno di essere accompagnati e non essere lasciati soli.

I vari attacchi di panico possono essere più o meno frequenti, e di varia entità. Esiste una forma “leggera” a seguito di eventi precisi (es. un cambiamento nella vita affettiva) e una tipologia di attacchi derivanti da specifiche situazioni o attività, (es. rimanere in un luogo chiuso, viaggiare in auto, ecc…). La persona diventa più irritabile, ansiosa e ipersensibile agli stimoli coroprei per la paura di avere ulteriori attacchi.

Le cause dell’attacco di panico

Le cause dell’attacco di panico possono essere molteplici. In generale, sono tutte legate a eventi stressanti. Dalla casistica spesso se ne ìmputa l’insorgenza a seguito di episodi significativi della vita personale.

– Leggi anche: Ansia generalizzata

Gli esempi più frequenti sono: l’essere stati, o l’essere vittima di qualche abuso o forma di violenza (in famiglia, sul lavoro, a scuola…); trovarsi in situazioni stressanti e ansiogene, ad es. una separazione da una persona, la perdita o la malattia di un caro o una persona importante; problemi legati al lavoro, disagio economico, indigenza; sono tutti eventi precipitanti che possono concorrere allo sviluppo di questo disturbo.

I sintomi dell’attacco di panico

L’ attacco di panico è accompagnato da una serie di pensieri estremamente negativi e apocalittici, tanto da non riuscire a essere liberi di pensare, turbati dall’idea che questi sintomi siano davvero pericolosi. In alcuni casi si teme una qualche malattia grave non diagnosticata. In altre situazioni si diventa ipocondriaci, con l’ossessione di ammalarsi a breve. A volte invece gli attachi di panico vengono interpretati da chi ne soffre, come un inizio di forma di “pazzia”.

Si tratta comunque di eventi improvvisi e intensi, anche se non estremamente lunghi; in genere questa fase acuta dura 20-30 minuti e comunque non più di un’ora. In quest’arco di tempo il soggetto ha un’intensa sensazione di morte e devastazione, spesso accompagnata da vertigini, brividi di freddo, tremore, sudorazione, senso di soffocamento, batticuore e palpitazioni accelerate (tachicardia), vampate di calore e difficoltà nella respirazione, paura di svenire, d’ impazzire o di morire.

Il primo attacco di panico avviene in maniera del tutto inaspettata, tanto da lasciare la persona così spaventata da dover ricorrere in alcuni casi al Pronto Soccorso. La gravità e la frequenza variano da individuo a individuo. In alcuni casi si manifestano per diversi mesi almeno una volta ogni settimana, in altri possono essere più frequenti presentandosi anche per 10 giorni di seguito, alternati a periodi in cui non ne avvengono. In altri casi ancora possono essere più lassi, ma in tempi più lunghi, anche anni.

Nelle forme più gravi si può perdere il contatto con la realtà (derealizzazione) e avere la sensazione di essere in un’altra realtà o un’altra persona (depersonalizzazione).

Terapia per gli attacchi di panico

Per la terapia del disturbo da attacco di panico si valuta una serie d’informazioni sulle cause del problema e la condizione della persona (anàmnesi), in seguito si adottano delle strategie pratiche per gestire l’attacco di panico in fase acuta, una focalizzazione sulle situazioni temute e un’elaborazione successiva per “leggere” diversamente gli eventi precipitanti.

Le modalità di trattamento sono diverse a seconda della gravità dei casi. In generale nelle situazioni gravi, si rispettano le prescrizioni farmacologiche d’intesa con gli psichiatri, per poter essere efficaci nella manifestazione dell’attacco di panico; ad essa però si integra un percorso di psicoterapia efficace che muti la condizione psicologica della persona affinchè si evitino possibili ricadute. I migliori risultati per i casi gravi, sono spesso ottenuti dalla combinazione di entrambi i percorsi.

Nei casi meno gravi può essere sufficiente una psicoterapia breve e mirata.

Mi occupo di dipendenze, presso i miei studi privati in Salerno e provincia. Se volete fare chiarezza sul vostro attuale stato psico-fisico, potete contattarmi e insieme valuteremo la possibilità d’intraprendere un percorso di psicoterapia.

 

Dr.ssa Mirella Mazzaccaro

– Leggi: Come affrontare il disagio

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2 commenti su “Attacco di panico

  1. Diana ha detto:

    Gentile Dottoressa, in seguito a situazioni ansiogene ripetute( organizzazione del matrimonio, ricerca della casa, perdita del lavoro, disturbi di un familiare) ho avuto una crisi di derealizzazione che lentamente sta sfumando seppure si mantenga costante, lasciandomi tuttavia il timore che non sparirà del tutto. Ho consultato uno psichiatra che mi ha diagnosticato un disturbo d’ansia e un ansiolitico, ma, con il suo consenso, ho deciso di non prenderlo, dato che ho imparato a gestire gli attacchi di panico. Il mio problema di base è la derealizzazione, che si manifesta quando sono all’aria aperta, ma non a casa mia. Come devo agire per superarla?

    1. Dr. Mirella Mazzaccaro ha detto:

      Gentile Diana
      un primo passo per trascendere questo suo disturbo è diventare una persona maggiormente in armonia tra il suo mondo interiore e quello che vive esternamente. A volte il nostro carico emotivo lo portiamo da soli, senza pensare ad un’alternativa; nel suo caso è importante invece rivolgersi ad uno psicoterapeuta per condividere i suoi pensieri, le sue azioni, insomma tutto ciò che la riguarda. In realtà un modo per “capire” il nostro mondo interiore c’è: si deve guardare se stessi in contesti diversi e con occhi diversi, ossia: nel momento in cui riusciremo ad affrontare le differenti manifestazioni dei nostri impulsi, allora saremo liberi di utilizzare una modalità adatta a noi, al nostro vissuto.

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