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Bulimia

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 La bulimia nervosa

La bulimia nervosa è un grave disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da una tendenza autolesionista per mezzo di una alimentazione smodata unita ad una ricorrente ossessione di tenere sotto controllo il proprio peso. Si può manifestare in concomitanza con altre patologie psichiatriche come disturbo bipolare, autolesionismo, disturbo ossessivo, disturbi dissociativi dell’identità. L’alimentazione smodata si può definire come la tendenza ad assumere grandi quantità di cibo in breve tempo.

Si tende spesso a prediligere i dolci, cibi ipercalorici e con una consistenza che ne faciliti l’ingestione in breve tempo. Lo “sconveniente comportamento compensativo” a controllarsi continuamente il peso si accompagna a volte a pratiche “liberatorie” (vomito procurato, abuso di lassativi, diuretici, clisteri) o pratiche “non liberatorie” (come eccessive pratiche ginniche). Per coloro che praticano un’alimentazione smodata a volte qualsiasi quantità di cibo, anche mezza mela o in insalata, viene percepita come smodata e vomitata.




Le persone che soffrono di bulimia nervosa spesso mancano di autocontrollo quando mangiano in modo smodato. Quasi sempre assumono i pasti in segreto trangugiando e con poca masticazione. Al termine dell’abbuffata si manifestano spesso dolori di ventre. Al termine del pasto i bulimici provano un senso di colpa e si liberano dall’eccesso di calorie.

Si può ipotizzare la presenza della bulimia quando una persona assume almeno due pasti smodati alla settimana per almeno tre mesi. Le maggiori problematiche che caratterizzano i disturbi del comportamento alimentare sono l’importanza assegnata al cibo ed al proprio peso con priorità su tutti gli altri problemi personali.

La diffusione della bulimia

I primi interessi scientifici nei confronti della bulimia nervosa risalgono agli anni ’80. Questa malattia sembrerebbe comparsa all’inizio degli anni ’70, in un contesto socioculturale caratterizzato da: una pressione sociale verso un ideale estetico nuovo (è considerato bello chi è magro) modelli imperativi che obbligano verso una forma.Vi sono professioni maggiormente a rischio, quali la modella, la ballerina, che, per avere successo, sono costrette a mantenere un peso prestabilito, al di sopra del quale non potrebbero lavorare, il disprezzo dei mass-media nei confronti dell’obesità.

Le statistiche attualmente a disposizione illustrano che la bulimia: colpisce l’1% delle giovani donne in Italia, i malati risultano così distribuiti: 0,5-1% al Nord, 0,7-1% al Centro, 1,7% al Sud. I paesi maggiormente colpiti sembrerebbero essere: Stati Uniti, Canada, Europa, Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Sud Africa.

Gli studi sono stati principalmente fatti su soggetti di razza bianca, ma la presenza della malattia è stata rilevata anche in altre etnie è più frequente oggi che in passato l’età di esordio è tra i 12 e i 25 anni interessa tutte le classi sociali le persone bulimiche sono in genere di peso normale i maschi sono colpiti dieci volte in meno rispetto alle femmine.
Inoltre, la bulimia può manifestarsi congiuntamente ad altre problematiche psicologiche, in particolare: disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, abuso o dipendenza da sostanze e disturbi di personalità.

La bulimia nervosa si distingue dall’anoressia perché la paziente ha un peso nella norma, ma è presente un comportamento di abbuffate e uso di purganti.
L’episodio di abbuffata si caratterizza per il mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili.

– Leggi anche: I principali disturbi alimentari

È presente la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).
Le persone bulimiche sono generalmente impulsive e le abbuffate e l’uso di purganti coesistono con rapporti sessuali impulsivi, l’abuso di sostanze. Si tratta di soggetti che hanno difficoltà a posticipare la scarica degli impulsi, hanno bassa autostima di cui i livelli sono influenzati dalla forma e dal peso corporeo, temono di aumentare di peso, desiderano dimagrire e sono intensamente scontente del loro aspetto fisico.

I sintomi della bulimia

Ansia e depressione, oltre ad una costante ossessione di tenere sotto controllo il peso ed il cibo sono i sintomi primari della bulimia. L’erosione dello smalto dei denti (dovuto all’acido del vomito) e l’abrasione del dorso delle mani ( causato dalla ripetuta introduzione delle dita nella gola) sono indicatori comuni della tendenza a procurarsi il vomito.

Una modesta percentuale di bulimici mostrano un gonfiore delle ghiandole paratiroidi vicino alle guance. I bulimici possono anche soffrire di irregolarità nei cicli mestruali e di una diminuzione dell’attività sessuale. Vengono spesso rilevate delle forme di depressione così come mal di gola e dolori addominali.
Nonostante questi sintomi rivelatori, risulta difficile accorgersi dell’insorgere della bulimia.
Il mangiare smodato e il purgarsi o il vomitare viene spesso fatto in segreto e può essere facilmente tenuto nascosto da una persona con un peso nella norma che si vergogna del proprio comportamento ma che si sente costretta a continuare per tenere sotto controllo il proprio peso.
Questa preoccupazione e questo comportamento consentono alla persona di spostare la propria attenzione da sensazioni di dolore e ridurre la tensione e l’ansia perpetuando la necessità di questi comportamenti.

Intervento terapeutico sulla bulimia

Gli interventi maggiormente utilizzati per curare le persone con bulimia sono la rieducazione alimentare, l’intervento psicologico e farmacologico.

– Leggi anche: Il cambiamento in psicoterapia

La rieducazione alimentare permette di stabilire sequenze di pasti regolari, migliorare le abilità spesso deficitarie nei disordini alimentari, incoraggiare la pratica non eccessiva di esercizio fisico.
L’intervento psicologico risolve i problemi frequentemente associati alla patologia come l’ansia o la depressione. Psicoterapie individuali o di gruppo, specialmente quelle sistemico-relazionali, interpersonali e della famiglia, si sono dimostrate efficaci, perchè mettono in evidenza i rapporti tra i vari componenti della famiglia e intervengono così sulla ricostruzione della persona bulimica.

Mi occupo di disturbi alimentari e bulimia presso i miei studi privati in Salerno e provincia. Se volete fare chiarezza sul vostro attuale stato psico-fisico, potete contattarmi e insieme valuteremo la possibilità d’intraprendere un percorso di psicoterapia.

 

Dr.ssa Mirella Mazzaccaro

  • Test sui Disturbi alimentari qui

 

8 commenti su “Bulimia

  1. Nadia ha detto:

    Soffro di bulimia da 20 anni. Vomito solo la sera tutte le sere. Sono stata operata di recente di appendicite il ciclo mestruale non mi veniva da un mese. Non so’ come fare. Se prendere dei sonniferi per dormire e quindi non pensare a mangiare e vomitare. Datemi un consiglio grazie

  2. MARA ha detto:

    Soffro di bulimia da quasi un anno. Ultimamente mi vengono questi attacchi di abbuffate compulsive nel tragitto casa/lavoro o lavoro/palestra ho preso quasi 10 kg
    Sto iniziando a preoccuparmi… Devo tprnare in me

  3. Martina ha detto:

    Ciao … ho 23 anni fra poco 24…credo di non essermi neanche resa conto di quando tutto sia iniziato. 1 anno e mezzo circa… la bulimia mi sta togliendo la voglia di vivere la voglia di fare.ancora di più quando so di essermi abbuffata e non riuscire a vomitare perché sono in compagnia o perché non riesco.a volte resisto 1 settinana 2… 4 giorni e penso di star riuscendo a smettere ma poi tutto ricomincia peggio di prima. .. sto morendo dentro. Non auguro a nessuno di passare tutto questo. Quando rido quando “mi diverto” è tutta una menzogna x me e per gli altri. Mi sento dentro un prigione. Ma la vera prigione ma la creo io e dentro di me.

    1. Marianna ha detto:

      Sono una ragazza di 21 anni e le prime crisi le ho avute a 19.. tutto è iniziato per caso per paura di ingrassare e di non essere più accettata dal mio ex quando stavamo inisieme. Ma ora sono settimane che vomito tutti i giorni e non riesco ad avere un”alimentazione corretta senza esagerare. Non riesco a togliermi questo meccanismo dalla testa..

      1. Carlotta ha detto:

        Ciao Marianna, ho iniziato a dare grande importanza al mio fisico esattamente per le tue stesse ragioni. Per circa un anno e mezzo ho curato tantissimo la mia alimentazione, ho fatto tantissimo sport ma poi le cose mi sono sfuggite di mano. Questa ossessione mi ha portato a seguire un’alimentazione troppo rigida, a fare continue rinunce fin quando non sono esplosa e sono entrata nel tunnel delle abbuffate. Mi abbuffo 2/3 volte alla settimana e non riesco più a smettere di mangiare. Proviamo a sostenerci a vicenda

        1. Marianna ha detto:

          Carlotta quello che posso dirti io e che sto cercando di evitare di restare da sola in qualunque situazione! Anche a casa se mi prende voglia di aprire il frigo inizio a pensare che devo aspettare l’ora dei pasti. In questo modo regolo mettendomi nel piatto quello che devo mangiare! Sto facendo così da 2 settimane e mi sono ricapitate solamente due crisi da quando ho deciso di porre una fine. Andando in palestra discretamente sto ottenendo anche risultati e spero che cercherai di fare lo stasso anch tu.. Per sentirti meglio!

  4. Valeria ha detto:

    mangiare mi impedisce di vivere le mie giornate
    Sto cercando una soluzione diversa al vuoto che origina nella paure del quotidiano
    Confido in questa maturità che tante volte mi ha permesso di realizzarmi, di contro a tutte le ricadute, fra cui quella di oggi stesso. Scrivo con l’intento di una nuova spinta, di uno slancio. Sono 5 ore che continuo a mangiare, di che ho paura? Posso solo smetterla, si ricomincia da adesso.

  5. Annalisa ha detto:

    Soffro di bulimia da 15 anni e ne ho 30! Non ne parlo cn nessuno ma sn in un tunnel senza uscita! Dico sempre che È l’ultima volta, ma non è mai l’ultima!
    Help me!

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