Genitori separati e figli

genitori separati e figli

Genitori separati e figli: cosa può fare la psicoterapia?

Uno degli aspetti fondamentali nella separazione tra coniugi, è indiscutibilmente il ruolo dei figli.

Sono loro le vere vittime incolpevoli, pertanto hanno tutto il diritto di avere un futuro il più sereno possibile.

Una situazione di crisi nella coppia può portare alla necessità di ristrutturare la relazione tra i coniugi, per trovare le soluzioni ai conflitti che l’hanno generata, in modo tale da sviluppare un’intesa migliore tra i partner; oppure può portare verso un processo separativo che comunque comporta un cambiamenmto delle relazioni all’interno della famiglia, che riguarda la sfera emotiva, sociale, psichica delle persone coinvolte.

Se i partner sono anche genitori dovranno trattare gli accordi per i figli e oltre a dover affrontare la separazione della loro relazione coniugale, dovranno imparare a mantenere attiva, quella co-genitoriale, impegnandosi a separare i bisogni dei figli dai loro bisogni personali.

Il compito dello psicoterapeuta

Quando in una coppia sopraggiunge la separazione, il compito dello psicoterapeuta è principalmente quello di acccompagnare i due in questa fase di transizione; il che significa cercare di “dipanare la matassa che lega il vincolo coniugale con quello genitoriale, in modo da portare in salvo il secondo sciogliendo il primo”.


Queste persone in crisi vivono un vero marasma emotivo, dove dolore, rabbia ed amore si rincorrono ciclicamente.

Un aspetto interessante di questi cicli emotivi è costituito dal fatto che i due ex coniugi non provano gli stessi sentimenti nel medesimo momento e si alimentano reciprocamente: il partner lasciato si sente ferito e offeso e perciò in collera; da qui nasce la tristezza. La tristezza e la sofferenza di chi ha subìto la separazione fa sentire molto in colpa chi ha lasciato, con il conseguente senso di amarezza che lo porta a sentirsi ed a riconoscere la responsabilità che ha nei confronti del dolore che sta provocando nell’altro. Potrebbe persino provare un sentimento d’amore nei suoi confronti. Il partner avverte questo passaggio e ha ancora viva la speranza. Prova ancora amore verso chi l’ha abbandonato.

Chi ha lasciato si trova ora nella condizione di rimettere tutto in discussione.

Ma se ha preso questa decisione è stato perchè sente di avere subìto un’ingiustizia e dunque diventa aggressivo e manifesta rabbia. Ciò offende profondamente chi è stato lasciato, dal momento che se c’è uno tra i due che ha il diritto di essere arrabbiato questi è proprio lui/lei.

L’intervento terapeutico

In quanto psicoterapeuta sistemico della famiglia raccomando ai genitori in terapia, di controllare le loro emozioni nel mezzo della crisi della separazione e del divorzio.


Vorrei che i genitori guardassero fiduciosi al futuro, negoziando un accordo legale e una nuova relazione co-genitoriale, che costituirà a lungo termine il miglior interesse dei loro figli. Non ho dubbi che questi siano i migliori traguardi per le famiglie dopo il divorzio.
E’ risaputo che i bambini di famiglie divorziate siano psicologicamente meglio adattati se i loro genitori li proteggono dal conflitto tra adulti e se i bambini mantengono una relazione affettuosa e autorevole con entrambi i genitori.

Durante i colloqui che avvengono nel mio studio si avverte, una corrente di emozioni che esiste nel divorzio: rabbia, dolore, sofferenza, conflitto, lutto, tutte reazioni naturali e comprensibili per la perdita della famiglia unita. Se voglio aiutare i genitori a raggiungere il difficile obiettivo di contenere questi sentimenti, devo essere consapevole e sensibile all’andamento e alla variabilità delle emozioni nel divorzio.
Forse la complicazione emotiva centrale per i genitori è rappresentata dall’affrontare il dolore e le emozioni associate alla sensazione di perdita. Il dolore attraversa una serie di cinque stadi, una successivo all’altro, e precisamente:

  • rifiuto
  • rabbia
  • negoziazione
  • depressione
  • accettazione

La mia strategia si focalizza sul dolore come un processo continuo e apparentemente senza fine, di ritorno da un sentimento all’altro in una serie di emozioni, ossia implica una ciclicità tra tre insiemi generali di sentimenti : amore, rabbia e tristezza verso l’ex partner.

Come può allora uno psicoterapeuta aiutare una coppia a superare il suo dolore?

Aiutare una coppia separata o divorziata, per la perdita del matrimonio è un processo lungo e doloroso.

Passare attraverso il dolore può migliorare lo stato emotivo di entrambi apportando benefici anche ai figli. Cerco di stabilire dei confini distanti e rabbiosi perché penso che possa essere emotivamente funzionale per l’individuo, in quanto dà il senso di una chiusura finale della relazione.
Tuttavia il mio punto di vista è che, se ci sono figli, non è possibile divorziare completamente.

I figli legano insieme i genitori per sempre, e poiché i genitori non possono mettere fine a questa relazione, devono rinegoziarla.

Il mio metodo è quello di spingere i genitori a stabilire una relazione tra loro a livello professionale. I confini della relazione sono esattamente come quelli di altre relazioni professionali: distanti, formali,educati e inflessibili. Questa soluzione dà alla coppia la distanza necessaria nella loro relazione, e allo stesso tempo incoraggia i genitori a cooperare sull’unica questione sulla quale i genitori devono collaborare: i figli.
Dalla mia esperienza di lavoro con le famiglie, traggo la convinzione che affrontare le emozioni e stabilire nuovi confini costituisca il nodo critico per far sì che il divorzio funzioni per i bambini.

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1 Commento su “Genitori separati e figli

  1. Caterina ha detto:

    Articolo interessante. A tal proposito vorrei porre una domanda: nel caso di genitori separati i colloqui, che precedono la presa in carico di un minore, sarebbe meglio farli individuali o di coppia?
    Grazie

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