L’obesità? Nasce dalla poca autostima

L ‘obesità è una delle patologie che maggiormente si riscontrano nella nostra società, a livello mondiale. Patologia che provoca in chi ne è affetto un grave disagio sociale, ma non solo.

Oltre all’ insicurezza che provoca nei rapporti con gli altri, la difficoltà nel muoversi e fare le cose più semplici, come salire le scale, allacciarsi le scarpe e cose di questo genere, è tra le più frequenti cause di malattie gravi ad essa correlate:

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ipertensione arteriosa, aterosclerosi, diabete mellito, malattie cardio-vascolari, osteoartrosi e in alcune forme più rilevanti addirittura alcuni tipi di cancro!

Insomma una miriade di conseguenze poco desiderabili. E questo soprattutto se le “vittime” sono i nostri figli.

Potremmo pensare che tutto ciò scaturisca dalla cattiva informazione alimentare e dalle cattive abitudini; ciò che viene dato “in pasto” ai ragazzi nella maggior parte dei casi, è tutt’altro che salutare (pensiamo a merendine, cibi fritti, salati e quant’altro!), anche se ultimamente si sta facendo molto a livello mediatico, per ovviare a tutto ciò: lo vediamo negli spot dettati dal Ministero della Salute, e dall’incentivazione al consumo di frutta e verdura, oltre che ai continui inviti  a praticare sport e movimento.

E fin qui ci siamo. Tutto vero.

Ma sono questi gli unici aspetti che incidono sul nascere dell’obesità?


La risposta è: no!

Esistono anche degli scompensi a livello psicologico che ci portiamo dietro dall’ infanzia.

Uno studio di settore pubblicato su un’ autorevole rivista quale la BMC Medicine, durato all’incirca 30 anni su un gruppo di 6500 bambini cui sono state vagliate l‘autostima, l’ansia e la preoccupazione immotivate verso determinate situazioni,  ha dato risultati sorprendenti.

Chi da piccolo ha sofferto di più tali problematiche, è risultato essere da grande più in sovrappeso o addirittura obeso!

Ciò significa che a volte la psiche umana influisce a livello somatico molto più di quanto si crede; e’ vero che l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella comparsa dei disturbi alimentari, ma non dimentichiamoci, che tutto parte dal nostro organo più importante: il cervello, e che in esso risiedono le zone di controllo e di contenimento che possono dare vita o non dare vita a certi fenomeni somatici, anche a distanza di anni,  in base al nostro comportamento.

Forse, imparando a gestire meglio anche ciò che trasmettiamo ai nostri bambini, evitando di instillare in loro le nostre fobie e angosce di cui noi stessi siamo portatori, riusciremo ad aprire loro la strada per un benessere futuro.

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