Psicologi e cambiamenti in terapia

L’approccio di noi psicologi sistemici alla formazione e alla soluzione dei problemi non vale soltanto per i casi clinici, ma può estendersi a molti campi d’interazione umana.

Nel corso degli anni, si è già accennato che numerosi esempi sono tratti da un settore specialistico quale la psicoterapia soltanto perchè è quello che noi psicologi psicoterapeuti conosciamo meglio. Non c’è alcun motivo per cui i metodi della psicoterapia sistemico-relazionale non possano non applicarsi a qualsiasi problema dei sistemi sociali in questione. Naturalmente, è probabile che sistemi più grandi si rivelino nella pratica più complessi e difficili da esplorare e da influenzare, poichè possono comportare parti più importanti, sottosistemi, e così via.


D’altro canto, non sarebbe corretto affermare in via pregiudiziale che sarà difficile, da parte di noi psicologi, applicare i nostri metodi ai grandi sistemi, basando tale ipotesi sul fatto che l’applicazione  di tali metodi ha creato notevoli difficoltà, perchè occorre tener conto che gli stessi erano forse presenti in quegli stessi elementi che creano il problema anzichè risolverlo. L’ unica base attendibile per giudicare la validità di un metodo da parte nostra, restano i risultati ottenuti dalla sua applicazione.

Se osserviamo i grandi sistemi sociali, i problemi che comunemente incontriamo sono impasse, escalation, e programmi grandiosi strutturalmente identici a quelli che incontriamo nelle zone più personali della vita umana.

Come esperti del settore abbiamo fin troppo spesso notato che le differenze di condizione, di posizione e di interessi tra i membri di un sistema sociale, anzichè sfociare in una complementarietà costruttiva o in una collaborazione efficace, provocano situazioni di stallo persistenti e intralcianti, impasse di cui tutti gli interessati si dolgono senza però riuscire a risolverle. Inoltre noi psicologi abbiamo rilevato che se le diverse parti in causa assumono posizioni divise, spesso il risultato è un’escalation, più o meno rapida, del conflitto.

Alcuni psicologi hanno poi accennato che a far insorgere taluni problemi tipici, sono proprio certi programmi predisposti per raggiungere mete altamente desiderabili, programmi tuttavia che per qualche ragione non danno risultati sperati, portano anzi in direzioni opposte a quelle previste.


L’importanza di questo tipo di problemi  pare sempre più di attualità. Se infatti è un individuo a non riuscire a raggiungere la meta che si è prefisso, le ripercussioni sociali son nulle; se invece a fallire sono programmi governativi di vasta portata, gli sprechi e le frustrazioni possono essere enormi. A nostro giudizio, è soprattutto in questa zona che si può effettuare un cambiamento efficace centrando l’attenzione su mete modeste ma concrete, procedendo lentamente e gradualmente, anzichè promuovere iniziative con finalità grandiose e vaghe, certamente desiderabili, ma altrettanto certamente inattuabili.
Per esempio alcuni  psicologi hanno riscontrato che molti problemi sociali di base, come la miseria, la vecchiaia, la criminalità, vengono abitualmente affrontati isolando tali difficoltà come se fossero entità a sè stanti, quasi come categorie diagnostiche, che presuppongono in sostanza i problemi più disparati e quindi richiedono le soluzioni più diverse. Il passo successivo è poi quello di creare enormi strutture fisiche e amministrative, intere industrie e uffici competenti, che producono e accrescono l’incompetenza di un numero sempre più elevato di individui. E’ convinzione da parte di alcuni degli psicologi più competenti, che un simile approccio alle necessità sociali sia controproducente: presuppone che la maggioranza della popolazione sia costituita da persone deviate.

Tra gli psicologi sistemici è idea comune che le conclusioni a cui si è giunti circa la formazione e la soluzione dei problemi, la persistenza e il cambiamento, siano valide e utili per i problemi umani in generale. In effetti non vogliamo certo disconoscere che esistono molte circostanze e molti eventi, correlati alla persistenza e al cambiamento, su cui gli uomini non possono esercitare alcun controllo nè intervenire: processi fisici del mondo naturale (es. terremoti), malattie, certi incidenti, e molti altri casi. Si tratti di accadimenti e fenomeni che dobbiamo far accettare alle persone come dati di fatto.

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